martedì 19 aprile 2022

La bella e la bestia

 Era davvero bella. Bionda, giunonica, occhi chiari che illuminavano la notte.  Stava scegliendo qualcosa per la spesa, Al supermercato.  Non arrivava a 30 anni. Non aveva un uomo fisso e leggeva di filosofia. Niente concorsi di bellezza. Niente provini per la tv. Passava le giornate a leggere e nuotare in piscina. Nuotare sott'acqua le dava la misura del fascino del silenzio. Mentre caricava il carrello di roba per la spesa, Jos le si avvicino'. 35 anni, fotomodello, palestra, estetista, tre volte in reality famosi. Ciao, le disse. Jos mosse le ciglia che coprivano i suoi occhi verde pistacchio di cui si sentiva fiero e sicuro. Lei si giro. Ci conosciamo? Fece. Jos disse, possiamo conoscerci ora. Non credo di aver capito, disse  lei. Volevo dire  ciao,  come butta? Lei lo guardo' con aria di sufficienza  giro' carrello e tacchi e si allontano'. Jos non capiva.  Non aveva funzionato.  Ci stavano tutte, di solito. Bastava dire, ciao, come butta? Mentre era vicino ai vini, lei scelse un paio di bottiglie . Aveva un metabolismo perfetto. Mangiava e beveva ad libitum e non metteva su un chilo fuori posto nemmeno morta. Li nei pressi dei vini c'era Sesar. Sesar aveva qualche problema ad accettarsi. Era il limite del microsomismo, 38 anni, calvo, coroncina di capelli tipo rete di recinzione all'aeroporto per zanzare. Mai stato con una donna. Lei lo guardo'. Scusa,  gli fece, mi consiglieresti un vino da dessert? Come scusa? Chiese lui, dice a me? Certo, bello, dico a te. Ci mise un po' a realizzare che la bella stava parlando con la bestia. Poi si fece coraggio e disse, prova questo Passito di Pantelleria. E' un vino che favorisce la meditazione postprandiale.  Lei sbatte' le sue ciglia come ali di farfalla e dentro Sesar avvenne un terremoto. Non puo'essere  pensava Sesar, sta parlando con me. 

Alla cassa arrivarono in tre. Joe,Sesar e lei. Passarono dalla cassa. Jos si disse, non e' possibile, ci riprovo.  Le si avvicino'. Lei lo squadro' dalla testa ai piedi. Ciao, come butta? Le fece. E contrasse gli addominali sotto la maglietta aderente. Ma per favore, disse lei. Ho già un accompagnatore, fece, indicando Sesar. Chi, quel nano? Disse Jos. Quel...nano, come lo chiami tu, si e'  guadagnato l'accesso alla mia sala giochi. Vero Sesar? Che vieni ad assaggiare il mio Passito? Sesar assenti' timidamente col capo. Jos Non credeva ai suoi occhi. Non credeva alle sue orecchie.  Al suo cervello non aveva mai provato a crederci. Batte' in ritirata.  Fece un ultimo tentativo di farla ingelosire. Fece in modo di farsi sentire mentre diceva alla cassiera, ciao,  come butta? Sei quello della tv? Fece la cassiera. In persona, disse Jos. Ti facevo diverso, disse.  Diverso come? Più alto, disse la cassiera. Lei era uscita con Sesar. Chiacchieravano amabilmente. Lui la stava aiutando a caricare la spesa in macchina. Jos osservava la scena. Che guardi? Fece la cassiera. Niente , disse Jos. Ciao, come butta?





domenica 17 aprile 2022

Raul

 Venezia, un carnevale di molti anni fa.  Ci ero andato con degli amici. Ricordo a tratti, alcuni flash. Ricordo le maschere gotiche e l'atmosfera tetra, queste figure di fantasmi vestiti pesanti, sotto i portici, sullo sfondo della laguna. Poi tra la calli e i canali, io e i miei amici d'infanzia,  di cui non parlerò per punizione, la loro, del fatto che non scrivono niente ne' di loro ne' di nient'altro...eppure ne avrebbero da raccontare. Anche a voce, potrebbero farlo. Scrittura verbale. Niente. Vogliono dimenticare. Ma noi eravamo sempre noi sia quando stavamo sotto allo schiaffo del soldato sia quando abbiamo fatto carriera e tutti ci leccano il culo...destinati ad una fulgida ascesa ed a morire soli. 

La mattina conosciamo Raul, un peruviano. Riempie t-shirt bianche con fantasie di colori a tempera e le vende. El pueblo unido jamas sera vencido, gli canto. Lui in uno spagnolo rudimentale mi spiega. E' contro il potere ma odia le masse perché alla fine sono sempre violente. E portano al potere nuovi dei che si comporteranno come gli altri. Io gli dissi,  lascia che sia io uno di quegli dei, dopo ne parliamo. Uccideresti per conservare il potere e prenderesti la mia amicizia. Sono anarchico da allora. Da quando conobbi Raul e indossai una delle sue magliette. 

Di sera ciascuno di noi cerco' di fidanzarsi per quel giorno. Anche io. Baciai a lungo una toscana con  gli occhiali ben in carne. Ci baciammo tutta la notte, in mezzo alle maschere  gotiche di Venezia. Al termine ci mettemmo il ghiaccio di un Martini sulle labbra. L'incandescenza delle labbra suppli' al non poter far altro, perché non ero Jack Kerouac e soprattutto non eravamo al carnevale di Rio e faceva piuttosto freddo e il marmo per giacere a fare quello che non facemmo era cimiteriale. Al massimo avrei potuto intervistare un vampiro. Ma non era lei.